Come stai?
Lo sapevo che tornavi, non l’avessi detto mai!
Non si fanno queste cose alla tua età:
attraversare mezza Europa, senza chiedersi se va.
Però mi piace quest’idea di riabbracciarti,
anche se è chiaro che ti aspetti
molto più di quello che ho da darti.
Io non posso dirti che non sei la donna che vorrei.
E se comunque ora sei qui è per decidere
se dare un senso a un desiderio comprensibile,
ma alle domande che mi impongono i tuoi fianchi,
nel silenzio che ci avvolge, io vorrei andare avanti.
Abbandonarti, abbandonarti,
non so se inteso come dire “di lasciarti”
o “di farti continuare su di me”.
Abbandonarti, abbandonarti,
ora, che sei quasi nuda qui davanti,
passerei tutta la notte a accarezzarti.
Come stai?
E con le metafore in inglese: non ci siamo;
qualche parola come dire “non ti amo”
e alla paura che tu possa allontanarti,
provare a fingere di essere al di sopra delle parti.
Abbandonarti, abbandonarti,
non so se inteso come dire “di lasciarti”
o “di farti continuare su di me”.
Abbandonarti, abbandonarti,
ora, che sei quasi nuda qui davanti,
passerei tutta la notte a accarezzarti.
Un attimo. Prendimi un attimo
senza pensare se domani ci saremo,
senza fermare le mie mani sul tuo seno.
Un attimo, soltanto un attimo.
È bellissimo toccarti, io ti sento,
come arriva l’uragano in un momento.
Abbandonarti, abbandonarti,
Abbandonarti, abbandonarti,
ora, che sei quasi nuda qui davanti,
passerei tutta la notte a accarezzarti,
abbandonarti, abbandonarti…
agostino guarino ©
