MI PORTA

 
Mi porta peso,
mi porta rumore,
mi porta affanno,
mi porta disgusto,
mi porta che voglio dissociarmi
da ogni trambusto.

Non voglio anime
che si lamentano,
che attirano danni,
che fomentano.

Non voglio cuori che,
pur se buoni,
non sono altro
che polpettoni

ripieni di nero,
di noia e parole,
infestati di marcio
fino alle suole

da sanguisughe
che aspirano luce
a chi ne ha poca
e non conduce.

Non voglio rottami
o altre derive
sulla mia rotta,
sulla mia porta.

Ho un po’ di luce
che mi appartiene
e devo usarla
come conviene,

con parsimonia,
con eleganza,
soltanto a chi per se
ne ha già abbastanza.


agostino guarino ©

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