NOTTURNO DI DOMENICA


Rantola a mezzanotte
la luce fioca di un camino.
La secca tosse,
voce di un vicino,
impreca il cielo.

Macina come un treno
un frigorifero dal cuore stanco
dietro la sagoma di un disuso banco,
vecchio di un secolo

e il ticchettio di un pendolo,
cosa rara, che si dimentica,
accompagna questa domenica,
di notte.

Volano, dentro le fiamme,
dati, notizie e croci nere,
luci e bottoni e nuove maniere
di investigare.

E da quel frigorifero,
aprendo un attimo lo sportello,
un pezzo di questo o almeno di quello
da farsi col pane

e il ticchettio del pendolo
cosa rara, che non si dimentica,
accompagna questa domenica
di notte,
che scivola.

Ed arrivano fino all’edicola,
tra gli spaghi, le prime riviste
e spariscono con le provviste
le scarpe dei fornai

e dal buio,
il profumo del pane
sale quasi su,
infondo alle scale,
a togliere l’acredine del fumo
che rimane.


agostino guarino ©

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