L’AMOUR N’EST PAS ICI


Terra nella terra.
Ossa vecchie di mani affiorano tra i cani,
esplorano il passato.

Fantasmi che parlano al sole.
Volti conosciuti, parenti o amici perduti.

Musica contemporanea.
Concerti, stanze, biglietti differenziati,
serali e giornalieri.
Artisti passeggeri.

Altre stanze,
altri cani ad annusare gli odori.
L’olocausto del mare.
Il passato ed il futuro da guardare.

Una donna da baciare
e pioggia sulla strada
di un’edicola ambulante.

Persone francesi camminano.
Altre gonne sotto ombrelli giganti
aspettano, sugli angoli del viale,
nuovi incontri dei soliti amanti.

L’amour que passe.
L’amour n’est pas ici.

Cambiano le cose, i passeggeri
di questo lungo viaggio a piedi;

ci svicolano e svicoliamo
tra manifesti e falsi eredi,
false voci, emule di ieri,

tra back-stage e programmazioni,
mettitori in scena, gonfi palloni;
selezionatori avvitati dai bulloni,

masse di candidati impreparati,
lì, buttati a esibizioni scandalose,
per non parlare delle pose
e fotografie penose.

Solite facce. Solite cose.
Nauseati dal vederle scorrere copiose.

L’amour que passe.
L’amour que vas.
L’amour n’est pas ici.

La tua bontà,
l’espressività non la inventi!

Saranno gli anni degli esempi,
degli intenti e degli sgomenti,
fragili come ossa delle dita
in una terra smarrita,

tra le zampe di un cane grosso,
molosso ed educato al padrone,
che annusa e sente dove andare.

Dove tutto sta lì nascosto
e dove è meglio per tutti, per ora,
non tornare e non guardare.


agostino guarino ©

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