UNA STUPIDA PAURA


Una stupida paura.
Uno stupido destino.
Una stupida figura
che cammina in un mattino.

Il mattino di un bel giorno,
di piccioni fuori luogo,
di biglietti di ritorno
appesi a un chiodo.

E pensa che non c’è nessuno
che cammina per le strade
col pensiero che gli cade,

con la voglia di vedere,
con la voglia di sapere,
con la voglia di capire,
con la voglia di impazzire alla tua bocca,

con la voglia di sfiorare,
di toccare con le mani,
con la punta delle dita
quella voce che, per niente, si è tradita.

E allora prendi queste scarpe
ed infilaci quei piedi
che ho baciato fino a ieri,
che ho leccato come un cane, senza fedi,

senza voglia di vedere,
senza voglia di sapere,
senza voglia di capire,
senza voglia di impazzire alla tua voce,

senza voglia di sfiorare,
di toccare con le mani,
con la punta delle dita
quella bocca che è rimasta inaridita

da una stupida paura,
da uno stupido destino,
da una stupida figura
che scompare in un mattino.


agostino guarino ©

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