PRIGIONE


Da uno scorcio di luce osservo l’aurora
e poi l’avvento di un temporale;
il fuggire di nuvole,
il sovrapporsi di foglie,
chiome al vento agitate e impetuose.

Ogni tanto, simuli di calma.
Poi di nuovo vento, lampo,
tuono, da lontano
avvicinare minaccioso e spavaldo.

Nuova calma.
Nuovi scoppi, cannonate
a vibrare la terra,
a smottare le brame,
a smuovere le viscere.

Poi, finalmente,
quando tutto sembra passare,
lo scrosciare leggero
che pian piano prende il largo
e diventa violento, invasore.

Battaglie, di suoni acuti e sordi,
dipanare nello sparire di colori celesti
e nell’immerso grigio,
qua e là fucilato da scariche elettriche letali,
sale un odore conosciuto:

il desiderio di libertà.

Bagliori lontani sul cielo ormai prugno
ricordano immagini di battaglie e resistenze.
Simboli di rese o di sudate salvezze.
Meritati riposi, al frescore del primo autunno.


agostino guarino ©

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