DI VOCE


Di voce affondo,
lambisco, accarezzo le parole.
do sfondo, gestisco,
lascio dire al cuore;

se resto senza fiato
mi raccolgo in un momento
e ne escogito di lato
un minimo frammento.

Lavoro di voce
e sono molto esperto
mi muovo e so risolvere
qualsiasi varco incerto.

Col tempo ho raffinato
qualsiasi anomalia.
Posso essere perfetto,
quasi come una poesia.

Di voce uscivo duro,
deciso e a tutta forza,
amalgamando smania,
istinto e incauta scorza.

Pian piano mi scoprivo
e mi lasciavo andare,
a grandi aspettative
da amare e coltivare.

Ho interpretato sogni,
racconti e nostalgie,
parabole ed ascese,
persino cose mie.

Ho maturato senno,
criterio ed esperienza
dai primi appuntamenti
all’ultima partenza.

Di voce ho lavorato,
e attraversato mondi:
dagli angoli più tristi
ai luoghi più profondi,

dagli occhi più vivaci,
ai facili sorrisi,
dai fianchi più procaci,
ai falsi paradisi.

L’istinto mi ha guidato
e il cielo mi ha sorretto,
no ho mai dubitato
su di un futuro incerto.

Di voce ho abbandonato
per stupide ragioni
per poi tornare ancora
a vivere emozioni.

Trovato un nuovo assetto,
cambiato alcune note,
sfiorandole di petto,
usando più la dote.

L’età non mi perdona,
ma non mi toglie smalto.
Recrimino soltanto
di aver fallito un salto.

Per cui se qualche acuto
appare un po’ stirato
non farci troppo caso
non è che ho esagerato.

In tutto questo tempo
non ho demeritato.
Consideralo un gemito
per tutto quel che ho dato.


agostino guarino ©