JAZZ PUB


Jam session alternano
palco e tavoli
di musici clienti,
di poche birre
e molti assenti.

Il muro nero,
di quei neri che uccidono.
Ma questa notte no,
di solitudine per me.
Poche voglie
e cuori inquieti.

Solo quei due (giovani)
qui, davanti a me,
non curanti,
non coscienti,
solo assenti
nelle loro mani e bocche,

da ore
si guardano,
si scrutano,
si baciano,

si riempiono il cuore.
Calmi e felici,
fanno scorta d’amore.

Li guardo e penso
che forse non ho più il tempo
di riempirmi gli occhi
di un viso,
di passare ore, giorni interi
a guardare un sorriso:

due occhi,
due ciglia
aprire adagio
tra le mie mani,

magari due rughe,
due segni di vita
di sogni persi,
una parvenza di neo,

o morbidi lobi
da sfiorare solo,
lentissimamente,
come tutto il resto intorno si sente,

al di fuori di fiati e tastiere,
pianoforte e cameriere
latitanti davvero,
in tutto questo nero.

Finisco la birra
e ritorno dov’ero.


agostino guarino ©

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