NON LO SO


Se mi manchi o non mi manchi non lo so
certo riesco a fare tutto senza fretta,
senza impegni da onorare o passeggiate senza scopo.
Se mi manchi o meno lo vedremo dopo.

Oggi ho visto un tipo che mi raccontava
di sua moglie e dello stress che gli causava.
Ho pensato solo a te per un momento.
Un momento che è passato come un piffero di vento.

Se mi manchi o non mi manchi non lo so.
Se mi manchi o meno lo vedremo dopo,
un po’ più tardi, dopo l’ultimo film western che vedrò,
che per te guardarlo è come digerire un topo.

Son sei giorni che son solo e non mi sembra neanche vero.
È da tanto che non vedo i vecchi amici,
anche quelli che -mi dici- non ti piacciono, perciò
farò un giro insieme a loro ai birrifici.

E domani se mi gira andrò a trovare anche un’amica
che è lontana e che non vedo da una vita.
Tu non sarai più gelosa, ma due dubbi un po’ li ho
e spero un giorno che nessuno te lo dica.

Forse mi dirai che posso fare tutto ciò che voglio,
non sei certo quella che vieta le cose.
Il problema è che con me tu andresti solo su uno scoglio,
sotto il sole ed altre cose sono stupide o noiose.

C’è una cosa che mi manca e sono certe discussioni,
quei litigi senza senso e senza fine
che succedono ogni tanto e non approvo le espressioni.
Uno di noi due probabilmente è incline.

Se mi manchi o non mi manchi non lo so.
Se mi manchi o meno te lo dirò dopo,
un po’ più tardi dopo l’ultima partita che vedrò
che per te vederla è come partorire un topo.

Ho comprato l’altro ieri due barattoli di miele,
quello buono, quel che sai da dove viene
e mi sei tornata in mente non per qualche tua dolcezza,
ma soltanto per la qualità del cibo che ti avvezza.

Forse ci sarà un motivo perché tu possa mancarmi,
ma non sento l’esigenza di chiamarti.
Forse quello che mi manca è proprio quel tuo lamentarti
e il desiderio di provare a soffocarti.

Non temere, sto scherzando, non lo dico per davvero,
anche se tu vedi sempre tutto nero.
Non so bene, non so ancora se mi manchi per davvero.
Sai che faccio? visto il tempo, faccio un giro al cimitero.


agostino guarino ©