TROPPE FACCE


Troppe facce intorno a me,
facce appese a questi muri.
Gatti girano da soli:
musi accorti, musi scuri.

Le rotaie dal silenzio
fanno versi conosciuti,
versi a correre lontano
verso posti sconosciuti

e mi trovo nella nebbia all’improvviso
a cercare qualche segno o forse un viso.
Fondo valle addormentato tra le nuvole;
mi ci trovo spesso qui, sopra le tegole.

Le sorprese non finiscono,
non ci lasciano da soli,
ci abbandonano al silenzio,
ci regalano altri umori,

due parole, due biglietti
per la tua destinazione.
Io la mia non la conosco.
Dimmi quale direzione.

E mi trovo con le mani tra le tue,
senza sapere ancora niente di noi due,
È diverso questa volta.
Sembra strano. Non importa.

Un colore, una sorpresa,
una goccia di mimosa.
Non patisco più l’attesa.
Non ho voglia di pensare a qualche cosa.


agostino guarino ©

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