STRADE VUOTE


Dietro le porte di una preziosa età
sette vestiti diversi per maquillage.
Suoni armoniosi quando è già sera
come le favole e i libri di scuola.

Forse non era una storia da luna-park
quel che successe a Sanremo.
E poi le foglie perse e i viali
deserti e ancora offesi
e stanchi da parecchi mesi

E quante canzoni cantavano i nostri eroi;
certo non erano soli, senza di noi.
Li ritrovo ogni tanto (sono solo disegni).
La fuori serie a coda lunga non c’è.
Quanti ricordi ingoiati con te quella sera!

Poi cosa c’è,
che cosa rimane in me,
in quei vagiti di un mattino
come il mondo di un bambino
che non si fermerà, la nostra realtà
ci conduce infondo a strade vuote,
strade vuote e falsità.

Senza pareti le stanze si inseguono
lanciano sguardi distorti e insicuri fra loro,
echi noiosi, facce di cera.
Nuvole sparse nel cielo a Ginevra
e sette vestiti bruciati per ogni commedia

E molte sconcerie
su queste tue poesie
dettate male dal tuo ingegno,
lasciano anche loro il segno
che si perderà, tra buio e ostilità
per ritrovarsi infondo a strade vuote
strade vuote giù in città.

Sulla macchina del tempo
troppe corse per chi va
ma dove non si sa
lungo i prati, lungo il tuo confine,
lungo un cielo e libertà.


agostino guarino ©

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