COSTAMARE


Oggi è vento di burrasca qui, a Costamare.

Sono sceso con l’auto ancora da rifare
(motore d’avviamento).

Non c’è quasi nessuno:
una dozzina di clienti.
Persone coi parenti
o con qualcosa da guardare.

Ho qui davanti solo questo mare
che spinge e che mi spruzza qualche volta addosso
quel che resta di rimosso
delle onde che s’ammazzano tra loro.

Un paio d’ore di riflessi sulla faccia,
per andare via più tardi,
tra negozi e umori sordi.

Devo andare anche da una
che mi aspetta, senza impegno,
per parlare di lavoro,
in un vecchio bar di legno colorato,
dall’insegna sporca d’oro.
Ma non so se passerò.

Vorrei finire presto questo giro
per vedere di rientrare,
in un contesto di giornata già scontata
e guardare, mentre ceno,
qualche rete fatta bene,
qualche pezzo di partita
o qualche brusca scivolata.

E poi,
per dare un equilibrio alla giornata,
entrare dentro abiti discreti
e, insieme a loro,
tornare al mio lavoro.


agostino guarino ©

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