COME ANDRÀ A FINIRE


Slacciati le stringhe.
Togliti le scarpe.
Sposta quella borsa,
mettila da parte.

Sento una zanzara
che mi gira intorno.
Sento che fra poco
sarà di nuovo giorno,

che il nostro discorso
è diventato sciolto
e che questo momento
non durerà per molto.

Strane coincidenze
di ogni volta che potevo…
Domandarsi ingenuamente:
«Tu dov’eri?» o «Io dov’ero?»

È un pezzo che ti cerco.
Non ti conosco bene.
Dammi questi polsi
che ti slaccio le catene.

Bevi qui, dal mio bicchiere,
abitudine comune.
Domandarsi se conviene
abbassare un po’ il volume

e cercare di toccarti
fino a che non si può dire.
Abbassare anche la voce
e dimmi come andrà a finire…


agostino guarino ©

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