CHE VA E CHE VIENE


Ad occhi chiusi
ascolto il danzante frangersi dell’acqua sulla riva.
Ora leggero, ora pungente,
che va e che viene
e che si perde nella mente,

sovrastata dai frammenti più invadenti dell’esistere,
dagli impegni e dai doveri imposti dal sussistere,
perché è sempre troppo poco il tempo che rimane
per raccogliersi e volare,
per distendersi, nascondersi e giocare
o camminare dentro i sogni
e sovrastare l’inquietante verità
che affiora e che scompare.

Domani è un altro giorno
e questa sensazione di partenza e non ritorno,
sopprime ogni angolo di rena,
come l’onda che scatena il suo destino,
senz’affliggere da sola alcun declino,
ma logora pian piano ogni speranza
ed ogni raggio-sole non è abile abbastanza
per oliare al suo colore naturale
ogni remora che l’acqua osa lasciare

e come un tumultuoso avvolgersi del fiume
si rompe qualche argine, rimangono altri segni,
come un tronco o una corteccia
rovinata da una fune che l’intreccia,
mi asciugo un’altra ruga
ed esausto dal cercare vie di fuga
un giorno non lontano,
quando la mia scorza divenuta tartaruga
non avrà più ossigeno da bere,
scivolerò nel cuore del sapere
per attingere i segreti della vita
che quella precedente non è tanto riuscita,

anche se di lottare non si smette
e se la volontà ogni tanto si dimette
c’è sempre qualche cosa che ci appare,
a volte inaspettata, che viene e che scompare,
come l’infinito frangersi del mare,
che lascia sempre il dubbio che forse può arrivare
il momento che desideri aspettare.


agostino guarino ©

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