Il sole è sceso dietro il colle
mi butto il golf sopra le spalle,
saluto gli altri e torno a casa mia.
S’è fatto tardi ed ora vado via.
È bello stare lì a guardar sul muro
il paese lì di sotto quando è scuro
e il mare che riflette l’infinito.
Quel cane nella cuccia si è infilato,
fra qualche istante sonno avrà trovato.
È bello camminar di sera,
se l’aria poi è tiepida e leggera,
sentire camminando il rumore dei miei passi
che calpestano formiche, voci e sassi,
mentre batte, sulla strada di campagna
un’imprevista pioggia che mi bagna
e tutte quelle gocce arrivate dalle stelle
mi scivolano addosso e rinfrescano la pelle.
È bello poi cantare soli per le strade
canzoni che si perdono nel verde.
Ormai nemmeno il mare più si vede.
È chiara solamente questa sera
l’insegna dell’albergo “Primavera”.
È bello questa sera.
Le lucciole lampeggiano nel buio,
le rane hanno smesso giù nel fosso.
Un’auto sta arrivando e un po’ mi ha scosso.
Mi investono due fari anabbaglianti
che accendono la strada, però per pochi istanti,
poi torna ancora tutto come prima.
È bello questa sera.
Le lacrime dal cielo, forse aspettano mattina.
Il rumore di quell’auto in mezzo al buio si è dileguato,
ancora qualche istante e poi sono arrivato.
Soltanto trenta metri.
La luce sembra accesa dietro ai vetri.
Il salice bagnato mi piange sulla fronte.
Io cerco di evitarlo passando per il ponte.
Mi reco poi più il là, verso il cancello.
In pugno io non ho neanche l’ombrello.
Ancora piove, però infondo,
mi accorgo che anche oggi è stato bello.
Anch’io, qui nel mio letto sono entrato;
fra qualche istante sonno avrò trovato.
Vorrei aver trovato la maniera
di dire al mondo: “È bello questa sera!”.
agostino guarino ©
