Troppe cose qui dentro
che mi legano a te.
In ogni cosa che cerco,
guarda qui, cosa c’è!
I tuoi vestiti dentro i cassetti
e nell’altra stanza, tra i miei dismessi,
la tua coperta per il tuo freddo,
perché ogni sera tu hai sempre freddo;
la tua camicia nel comodino,
perché la notte mi eri vicino
e le pantofole nel corridoio
e appeso in bagno l’accappatoio
e le tue creme ed i profumi
e le mollette ed i costumi;
la nostra foto su quel ripiano
in quell’inverno di prima mano.
Troppe cose qui dentro
e troppi rumori che sento
e che vorrei togliermi di dosso
perché non ha più senso adesso.
Ed i vasetti nella cucina,
quelli minuscoli, nella vetrina
ed il caffè che io non bevo
e le tue scorte di latte intero;
e le biciclette chiuse nel box
con il tuo casco giallo e bordò
e le tue ciaspole con gli scarponi
e le racchette nei due borsoni.
Troppe cose qui dentro
e troppi rumori che sento
troppi segni del tempo con te.
E anche se adesso non ti voglio,
non butto certo via il ricordo
di una strada presa insieme
e fatta per volersi bene,
ma finita in un rimorso
per qualcosa che si è perso,
che ha diviso il nostro viaggio
e il coraggio di cambiare
è arrivato e sta a guardare
tutte queste cose
ferme ad aspettare
che il momento giusto
prima o poi possa arrivare
e farle sparire dalla vista,
perché infondo a quella lista
c’è il riassunto di una vita
cominciata e mai finita
tra noi due.
agostino guarino ©
