Non posso fare niente per allontanare il tarlo
che adesso è qui presente e ancora un po’ quasi ci parlo.
Il classico pensiero di un cervello imbarazzato
o meglio -a esser sincero- potrei dire ”innamorato”?
Non posso fare niente, ma vorrei mandarlo via.
Non succede facilmente e non è proprio roba mia.
Si tratta di qualcosa di talmente inaspettato
che rischia di lasciarmi leggermente stralunato.
È passato tanto tempo, ma da quando ti ho rivista
è riaffiorata un’emozione indubbiamente non prevista
e la bestia di cui parlo è ritornata a farsi viva
orientando la ragione a una diversa aspettativa.
Di cose ne ho da fare io, mi ammazzo di lavoro.
Non ho un momento libero e oltretutto non riposo,
sarà per via del tarlo che mi stuzzica la mente.
È un pensiero ormai costante, fino ad essere invadente.
Non posso fare niente per allontanare il tarlo
che adesso è qui presente e ancora un po’ quasi ci parlo.
È dentro al mio cervello e non la posso mandar via.
Non è un fatto normale e non mi spiego cosa sia.
Su questo nostro incontro se ne sono dette tante,
ma l’aspetto che prevarica è che sei troppo importante
per me, per il mio cuore e per tutto ciò che sei.
Il passato è il nostro inizio e la fine siamo noi.
Mi chiedo se sia un bene, mi chiedo se sia vero,
se si tratta di un tesoro o di un momento passeggero
e se fosse il primo caso è solamente colpa mia
che da quando ti ho trovata non ti ho più mandata via.
Mi chiedo se sia un bene, mi chiedo se sia sano
ritornare ancora insieme dopo anni di lontano,
ma sei dentro al mio cervello e non ti voglio mandar via.
Son curioso di vedere se col tempo tornerai ancora mia.
Non posso fare niente per allontanare il tarlo
che è sempre qui presente e ancora un po’ quasi ci parlo.
È un tarlo irriverente quel fardello che mi dai.
Il passato è quel che è stato e il futuro è in mano a noi.
Non posso fare niente per allontanare il tarlo.
Ci provo e ci riprovo, ma non riesco proprio a farlo.
Sei dentro al mio cervello e non ti voglio mandar via,
perché infondo tu sei l’unica mia vera compagnia.
agostino guarino ©
