SOTTO L’IMBRUNIRE DI UNA STRADA VUOTA DI PAESE


Finalmente un po’ di sole, dopo tutta questa neve
che ha coperto gli orizzonti attorno a me.
Qualche ombra di colore incandescente la si vede,
qualche nota che riscalda adesso c’è.

E mi sento meglio
e mi sento bene,
meglio dell’inverno che al mio umore non conviene,
specialmente adesso
che no ho nessuno,
nemmeno un compromesso di qualcuno da vedere.

E mi sento strano,
strano a più riprese,
sotto l’imbrunire di una strada vuota di paese.

Finalmente un po’ di luce dopo tutto questo nero
senza luna e poche stelle in mezzo al cielo!
Qualche cosa che mi piace, che si muove sul sentiero,
la mia ombra che mi avvolge con un velo.

E mi sento meglio
e mi sento acceso,
come se arrivasse qualche cosa di inatteso,
specialmente adesso
che vado deciso.
Non avrei scommesso una moneta a quest’avviso.

E mi sento strano,
strano a più riprese,
sotto l’imbrunire di una strada vuota di paese;
un po’ come Montand,
sul set di un film francese,
sotto l’imbrunire di una strada vuota di paese.


agostino guarino ©

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