VENT’ANNI FA


E per togliere la malinconia
dagli specchi di una casa tranquilla,
scendo a fare due passi
sulla strada rumorosa e mai ferma.
Con la coda degli occhi
vedo ancora, sempre, le stesse cose:
case vecchie riverniciate.
Soltanto le piante nel viale già nude

e sotto le mie suole lo stesso cemento
di quand’ero bambino, circa vent’anni fa,
e lungo la strada le stesse persone,
forse un po’ più invecchiate, non ricordano più.
Il semaforo giallo è ancora acceso,
non si è più fermato e ancora funzionerà;
c’è qualche modifica sui marciapiedi;
le macchine vecchie non ci sono più

e poi, più avanti, in mezzo al freddo,
sotto gli occhi di una luna sottile,
le vetrine illuminate
e le strade del centro sempre più affollate;
le donne uscite dalla chiesa;
i ragazzi fanno ancora i cretini.
Sopra i sassi della piazza antica
le biciclette hanno più paura

e le ragazze, come te, bambine,
ti guardano gli occhi e sono più carine.
Cerchi qualcuno che ti conosca,
ma, come sempre, non c’è nessuno.
Dietro la strada una luce più scura,
svoltato l’angolo, nemmeno un cane.
Le biciclette passano ancora,
la luna sottile ormai non c’è più.

E per togliere la malinconia
dalle foglie ormai cadute,
io vorrei tornare indietro
alle stagioni di vent’anni fa.

La luna sottile è di nuovo nel cielo,
le biciclette no passano più.


agostino guarino ©

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