VENUS IN THE NIGHT


Dentro questo bar,
dentro questo assurdo:
giochi nella notte
natiche da urlo.
Fantasmi di dj,
neoplasmi di hit parade,
parole di balordi
naufraghi di Bacardi.

Venus in the night.
Venus in the night.

Divertimento sano,
un po’ di pakistano.
Divertimento vero?
Avrei qualche pensiero.
È un nostro fabbisogno
per stare dentro al sogno.
Pericoloso uscire,
si rischia di morire.

Nei miei occhi quei suoi occhi e vedo
Venus in the night.
Nel mio corpo quel suo corpo e vedo
Venus in the night.
Venus in the night.

Venus in the night.

Raccolgo le mie cose,
cammino tra le case
e vedo troppa gente
vagare con la mente.
E accendo la mia moto
girandomi nel vuoto.
Respiro aria pulita
verso una via d’uscita.

Nei miei occhi quei suoi occhi e vedo
Venus in the night.
Nel mio corpo quel suo corpo e vedo
Venus in the night.

Quante stelle splendere in un attimo e mai più.
Quante ali sbattere in un attimo più su.
Quante mani sulla luna vanno su e giù.

Venus in the night.
Venus in the night.


agostino guarino ©

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