VOLPE GRIGIA


Suona la bocca delle note strane,
la canna di bambù serve il riposo.
La quarta luna era già venuta
e i giorni della caccia eran lontano.

Volpe grigia non aveva sonno
e pensava ai suoi cavalli pezzati
e a come fece una volta a domarli
scorazzando lungo verdi vallate.

Qualche tizzone vicino alle tende
concede ancora un po’ di calore
ed intanto un’aria forse inquieta,
devia quei capelli neri di carbone.

Volpe Grigia non sa dove andare
e la donna bianca è lontana.
La sua gente vuole festeggiare
e danza intorno alla sua capanna.

L’acqua di fuoco può forse bruciare,
ma non serve a dimenticare
ed i tamburi sono in movimento
e stanno scalpitando da ore.

Suonava la notte, dopo quattro lune,
suonava il riposo sotto le tende
e quattro fuochi ancora ardenti
tenevano lontano i latrati.

Ogni notte dietro la foresta,
c’era Volpe Grigia in attesa.
Aspettava il rumore di un calesse,
ma per lui non c’era risposta.

Volpe grigia non si può fermare
e la donna bianca è lontana.
Passa il tempo ed è stanco di aspettare,
là, vicino alla sua capanna.

L’acqua di fuoco serve a tormentare
gli occhi di un povero servo
ed i tamburi ormai hanno smesso
il loro continuo rumore.

Volpe Grigia vuole riposare
sotto un abete immenso.
Sa che il calesse non potrà tornare
ed il suo cuore batterà più lento.


agostino guarino ©

Suona la bocca delle note strane,
la canna di bambù serve il riposo.
La quarta luna era già venuta
e i giorni della caccia eran lontano.
Volpe grigia non aveva sonno
e pensava ai suoi cavalli pezzati
e a come fece una volta a domarli
scorazzando lungo verdi vallate.

Qualche tizzone vicino alle tende
Cede ancora un po’ di calore
ed intanto un’aria forse inquieta,
devia quei capelli neri di carbone.

Volpe grigia non sa dove andare
e la donna bianca è lontana.
La sua gente vuole festeggiare
e danza intorno alla sua capanna.
L’acqua di fuoco può forse bruciare,
ma non serve a dimenticare
ed i tamburi sono in movimento
e stanno scalpitando da ore.

Suonava la notte, dopo quattro lune,
suonava il riposo sotto le tende
e quattro fuochi ancora ardenti
tenevano lontano i latrati.

Ogni notte dietro la foresta,
c’era Volpe grigia in attesa.
Aspettava il rumore di un calesse,
ma per lui, non c’era risposta.

Volpe grigia non si può fermare
e la donna bianca è lontana…
Passa il tempo ed è stanco di aspettare,
là, vicino alla sua capanna.
L’acqua di fuoco serve a tormentare
gli occhi di un povero servo
ed i tamburi ormai hanno smesso
il loro continuo rumore.

Volpe grigia vuole riposare
sotto un abete immenso.
Sa che il calesse non potrà tornare
ed il suo cuore batterà più lento.

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